martedì 29 luglio 2014

Cinque idee per fotografi in una giornata di pioggia | Five Ideas for photographers on a rainy day

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Qualche spunto un po' da "Sciura Pina", approfittiamone per fare un po' d'ordine:
  1. mettete ordine nel catalogo di Lightroom ,vedendo le selezioni del passato, con il tempo magari qualche scatto che nel passato non ci piaceva adesso merita qualche aggiustatina "per vedere l'effetto che fa", come diceva Jannacci;
  2. grandi pulizie, ovviamente con gli attrezzi giusti, di ottiche e lenti. Date anche una scrollata a borse e zaini, qualche granello di sabbia, un pezzetto di Pavesino o un paio di aghi di pino cadranno sicuramente;
  3. pulizia del sensore. Se il maltempo persiste, portate la fotocamera in un centro autorizzato per questa operazione, che sconsiglio di fare a casa;
  4. spegnete computer, tablet e e schifezze varie e compratevi un bel libro. Per esempio, l'edizione "per esseri umani" di Genesi di Salgado (non la faraonica versione "da ricchi"!) non costa molto ed è un bellissimo "autoregalo";
  5. e, per concludere, una sola parola: "backup".

Fessacchiott* 2k | Politically correct, but ridiculous

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Una delle mode (il)letterarie più recenti, che imperversa sul Web, ma anche su altri media, è quella di evitare, per essere politically correct, di usare il genere maschile o femminile, sostituendo all'ultima lettera delle parole un *.
Un fiorire di frasi tipo "un caro saluto a tutt*".
Io non sono certo un fautore dell'immobilismo di una lingua, non mi sconvolgono gli anglicismi (se usati solo quando necessari), o l'introduzione di neologismi, o le "faccine" e gli acronimi, ma questa moda è veramente ridicola.

Ai suoi fautor* (accidenti, qui l'* non funziona, il femminile di "fautore" è "fautrice", ma allora come fareste?) ricordo:

  • che "un caro saluto a tutti" può sottintendere l'uso del genere neutro, anche se, purtroppo per voi, in italiano è uguale al maschile;
  • che potete aggiungere tutti e due generi, quindi scrivere "un caro saluto a tutte e a tutti";
  • che potete scrivere in tedesco, lingua nella quale il genere non corrisponde all'oggetto al quale il nome si riferisce. Gatto, per esempio, è "die Katze", genere femminile.

Pagato o sgarruppato? Ai posteri la facile sentenza.

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Per chi lavora con i contenuti e nella comunicazione non è raro incappare nella scarsa considerazione del proprio lavoro.
L'ambiente creativo è pieno di citazioni autoironiche dei propri clienti: "beato te che fai un lavoro così divertente!", "ma quella foto la faccio anche io con il cellulare!", "i testi per il sito me li scrivo io, così risparmio", e così via.
Al di là di tutto, oggi vorrei fare qualche considerazione di carattere economico.
Il fai-da-te sicuramente fa risparmiare la parcella di un professionista, ma una comunicazione inefficace spesso si traduce in un mancato guadagno.
Pensate quali problemi possano comportare delle brutte foto, o quanti mancati contatti possa generare un sito che non tenga conto dei requisiti di usability.
Sicuramente l'amico fotoamatore, la zia che sa goffamente smanettare in Wordpress e la fidanzata con la passione della scrittura costano poco (o non costano nulla), ma quanto vi faranno guadagnare? E, ancora, quanto guadagno vi fanno perdere?
Ci sono anche situazioni peggiori, ma qui si passa alla fantasiosa categoria dei furbetti: foto rubate qua e là, siti clonati, ...
Per fortuna, però, è molto facile segnalare questi abusi, soprattutto sul Web, e vedere intervenire prontamente servizi come Facebook, Google, provider vari e altri.
Siamo creativi, non cretini.
Se il patito del fai-da-te, quindi, al massimo rischia di perdere tempo e qualche guadagno, il furbetto, al contrario, ha la ragionevole certezza dell'esilio (momentaneo o definitivo) da importanti porzioni del Web.
Concludendo, io ho una posizione di assoluta apertura: i patiti del fai-da-te (con esclusione dei furbetti) forse impareranno, mettendosi dalla nostra parte, che valore abbia il nostro lavoro.
Che, comunque, è veramente un bel lavoro, ma come tale deve essere considerato.

Radio Punkreas

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Gran bell'album, tante cover, tra le quali Nuova ossessione dei Subsonica (con Samuel), Il mondo, con "er" Piotta e (lacrimuccia per Freak) Ti rullo di Kartoni con Freak Antoni.
La mia preferita? Oltre a Ti rullo di KartoniPoliziotto, pezzone di Alberto Radius (anche lui ospite dei Punkreas), curiosamente attuale.